Spiedini di polpette speziate e cocomero

Un piccolo aperitivo con un sapore forte accostato arditamente alla freschezza estiva del cocomero.

Ingredienti:

  • 1/2 cocomero
  • 750 g macinato misto (maiale, manzo, mortadella, ecc.)
  • 1 pagnotta
  • 1 bicchiere di latte
  • 2 cucchiai di curry
  • 2 foglie di lime
  • 1 cucchiaio paprika dolce
  • 1 cucchiaino pepe
  • pan grattato
  • sale
  • olio
  • salsa di soia
  • zucchero

Procedimento:

  1. Bagnare il pane nel latte e frullarlo con la carne, il curry, il lime, la paprika, il pepe ed il sale. Correggere la densità aggiungendo pan grattato, fino ad ottenere un impasto lavorabile.
  2. Arrotolare l’impasto a polpettine di 2 cm di diametro e passarle nel pan grattato.
  3. Scaldare l’olio in una padella inaderente, soffriggere le polpettine. Quando sono rosolate su tutti i lati aggiungere un po’ di salasa di soia ed un pizzico di zucchero; continuare la cottura a fuoco alto per qualche minuto.
  4. Raffreddare le polpette.
  5. Tagliare il cocomero a cubetti e comporre gli spiedini di portata. Servire freddo.

Costolette di maiale al rosmarino

costolette

Un piccolo consiglio per delle costolette profumate e meno grasse.

Ingredienti:

  • Costolette di maiale tagliate corte (chiedete al macellaio di tagliare la costata a strisce di 4/5 cm)
  • Abbondante rosmarino (rami interi)
  • Aglio
  • Sale
  • Pepe
  • Eventuali aromi a scelta (suggerisco timo e/o maggiorana) con poco olio

Procedimento:

  1. Prendete una terrina abbastanza grande da potervi riporre le costolette senza accavallarle, ma non molto di più, schiacciate senza spremere troppo sulla base due o tre spicchi d’aglio.
  2. Ricoprite con un letto di rami di rosmarino, che sia solido e di almeno due strati.
  3. Salate e pepate le costolette, se decidete di aggiungere qualche aroma mescolatele con le erbe o le spezie e poco olio, lasciandole magari marinare per una mezz’oretta.
  4. Riporre le costolette sul letto di rosmarino ed infornare a 200°C, lasciar cuocere 40/45 minuti senza mai mescolare le costolette (o se lo fate abbiate cura di non disfare il letto di rosmarino).

Elogio del grasso

Suvvia, non potete che concordare che il grasso, sia esso olio, burro, il grasso delle carni, esalta i sapori. Non ci credete? Leggetevi qualcosa di Bourdain per un’accalorata spiegazione o di This per una spiegazione scientifica di tutte le cose meravigliose che i lipidi fanno al vostro cibo in cottura, non da ultimo librare nell’aria le molecole aromatiche.

Ma poi mi verrete a dire che troppo grasso fa male, che la carne di maiale è grassa, che troppo unto non è bello da presentare in tavola, meglio alla griglia dove l’unto cola che in forno dove impregna la carne, ed è tutto vero. Quindi perché non prendere i due famosi piccioni con la stessa fava, o con tanto rosmarino?

Non lesinate con i rami di rosmarino, in fondo al supermercato potete comprarne ad abbondanza per pochi euro. Fate un letto alto e solido che tenga sollevate le costolette dal fondo della terrina.

Lasciate che il grasso di cottura delle costolette coli sul fondo della terrina, lontano dalla vostra carne ma immergendo le erbe aromatiche e l’aglio, liberandone in cottura le molecole olfattive che andranno ad insaporire una costoletta meno unta del solito.

Ragù alla bolognese

Ingredienti per un pentolone:

  • 5 hg di macinato di maiale
  • 5 hg di macinato di bue
  • 5 hg di macinato di vitello
  • 1 carota
  • 1 cipolla bianca
  • 1 costa di sedano
  • 1,5 lt di passata di pomodoro (o passata e polpa)
  • sale qb
  • olio qb
  • acqua qb (o magari un po’ di latte)

Procedimento:

  1. Preparare un battuto con il sedano, la carota e la cipolla, tagliando le verdure a pezzetti piccoli.
  2. Amalgamare bene le diverse carni del macinato.
  3. In una padella grande, soffriggere in un po’ d’olio le verdure. Quando cominciano a dorarsi aggiungere la carne.
  4. Rosolare bene il macinato fino a quando non sarà ben chiaro, mescolando ogni tanto con un cucchiaio di legno e salando a piacere (ma non troppo in questa fase!).
  5. Aggiungere la passata di pomodoro, abbassare la fiamma, chiudere con un coperchio e lasciar sobbollire, mescolando ogni tanto, per almeno 3 o 4 ore. Se necessario aggiungere acqua (poca!). Correggere il sale solo verso la fine della cottura, quando il sugo si sarà già ristretto.

La tradizione

Il ragù è per me “il sugo”. Nato e vissuto a Bologna, posso apprezzarlo veramente solo nella sua ricetta originale.

Sebbene il nome sia chiaramente di origine francese (ragoût), è a Bologna che il sugo di carne e passata di pomodoro è diventato un vero culto.

Si prepara con carne proveniente dalle tre tre stalle (maiale, vitello, bove) e gli unici aromi concessi sono sedano, carote e cipolle. Consiglio poi di prepararne solo in grande quantità: ne migliora la cottura e potete sempre surgelarlo in vasetti per prepararvi velocemente un buon piatto nelle settimane seguenti.

Alcune varianti “concesse” possono essere l’uso di polpa invece che di passata (o una mistura delle due) se volete far trovare nel piatto qualche pezzettino di pomodoro. Oppure potete aggiungere durante la lunga fase di bollitura un pizzico di zucchero e/o di latte per correggere l’eventuale acidità del pomodoro.  Qualsiasi altra aggiunta è un po’ una bestemmia — non me ne vogliano i sostenitori del ragù di prosciutto…

Il ragù si accompagna alla pasta all’uovo (che ne esalta il sapore) e dalla superficie ruvida (che ne facilita l’attaccamento), la compagna ideale del ragù è dunque la tagliatella.

Quindi attenzione: ovunque siate nel mondo, ricordatevi che gli “spaghetti alla bolognese” non esistono!