Di fran_76, pubblicato il 13/11/2006 
Ingredienti
- 10/15 pomodori rossi s. marzano
- 1 peperone verde
- 2 cipolle
- aglio
- prezzemolo
- olio
- sale
- 1 uovo a persona
- crostini di pane
Preparazione
- Mettere i pomodori in un tegame con abbondante olio unire il peperone, la cipolla, l’aglio il tutto a pezzi grossolani, aggiungere il prezzemolo e salare.
- Quando è tutto cotto passare con il passaverdura e suddividere nelle varie ciotole di terracotta (dose circa per 7/8 persone).
- Rimettere le ciotole sul fuoco e quando la sopa bolle spegnere e aggiungere l’uovo intero e crudo che cuocerà all’interno della ciotola, dopo 2 minuti servire accompagnata da crostini
Di fran_76, pubblicato il 13/11/2006 Ingredienti
- 30 gamberoni sgusciati
- 2 cipollotti a rondelle sottili
- 100 ml brodo
- 5 cucchiai salsa soia
- 5 cucchiai sherry
- 2 cucchiai zucchero
- 4 cucchiai olio di semi
- 4 pomodori sbucciati e tagliati a fettine siottili
- 1 cipolla piccola tritata
- 2 spicchi aglio tritati
- sale
Preparazione
- Pulire i gamberoni
- In una ciotola mescolare cipollotti con brodo, soia, sherry e zucchero
- Scaldare nel wok (possibilmente) 4 cucchiai d’olio con la cipolla e l’aglio tritati e soffriggere per qualche minuto
- aggiungere i gamberi, salare un pochino e cuocere per 5 minuti
- aggiungere i pomodori e saltarli per qualche minuto e aggiungere il tutto al composto della soia,zucchero e sherry scolato dai cipollotti
- Cuocere per 2 minuti e servire ricoperto dai cipollotrti
Di fran_76, pubblicato il 13/11/2006 
Ingredienti
- 3 tazze di latte
- 9 uova
- 225 gr zucchero
- 75 gr farina
- 6 cucchiai gran marnier
Preparazione
- Bollire il latte, intanto amalgamare i tuorli con lo zucchero e la farina.
- Aggiungere il latte bollente e mescolare finchè non diventa un composto vellutato
- che verrà versato nel pentolino e verrà portato a bollore mescolando di continuo.
- Far raffreddare per circa mezz’ora e trasferire in una ciotola, unire il Gran marnier.
- Montare a neve gli albumi e incorporarli alla miscela e riempire 6 stampi da soufflè.
- Cuocere per 15 min circa a 180°, sfornare appena è gonfio e dorato e servire immediatamente!!!
Di filiberto, pubblicato il 13/11/2006 
Buon compleanno Denise
Un anno fa promisi una torta di compleanno ad una mia amica, torta che non le ho mai fatto. Fino ad oggi: questa torta è dedicata a Denise per il suo trentaeehmmesimo compleanno.
Ingredienti:
- 1/2 kg abbondante di pasta frolla
- 1,5 hg di castagne
- 2 pere
- 1,5 hg di cioccolato fondente
- 60g di burro
- 2 uova
- 1 hg zucchero bianco
- 2 cucchiai di farina
- qb zucchero di canna
- qb cannella in polvere
Procedimento:
- Lessare le castagne, pulirle e tagliarle a pezzetti grandi.
- Pelare le pere e tagliarle a fette spesse meno di 1 cm. Sciogliere una noce di burro in padella, aggiungere lo zucchero di canna e, appena comincia a caramellare, aggiungere le fette di pera e spolverare di cannella. Far caramellare le pere per qualche minuto, voltandole su entrambi i lati.
- Sciogliere in un pentolino (o meglio al microonde) il burro restante ed il cioccolato.
- Mescolare in una ciotola grande i tuorli d’uovo con lo zucchero finché la miscela non diventa bionda. Incorporare la farina poi il cioccolato fuso mescolando bene.
- Montare a neve gli albumi ed incorporarli nel composto di cioccolato.
- Ricoprire di pasta frolla una teglia da torta (fondo e bordi) e cuocere per 15-20 minuti in forno a 200°C. Abbassare la temperatura a 180°C e togliere dal forno.
- Riporre sulla crosta di pasta frolla (ancora non del tutto cotta) i pezzi di castagne, versare il composto di cioccolato e decorare con i pezzi di pera.
- Rimettere la teglia in forno e cuocere per altri 20-30 minuti, magari ricoprendo con un foglio di carta forno.
Di filiberto, pubblicato il 12/11/2006 
Ingredienti per 1 kg abbondante:
- 3,75 hg burro
- 6,5 hg farina
- 2,5 hg zucchero a velo
- 1 g vanillina
- 4 uova
- 1 tuorlo
- qb sale
Procedimento:
- Far ammorbidire il burro a temperatura ambiente.
- Quando il burro è morbido, mescolarlo con la farina, lo zucchero, la vanillina ed un pizzico di sale; aggiungere le uova e mescolare fino ad ottenere un impasto uniforme.
- Avvolgere l’impasto nella pellicola trasparente e lasciar riposare in frigo per almeno un paio d’ore prima di usare la pasta.
Consigli:
- Lavorare la pasta il meno possibile, più la lavorate e più si restringerà in fase di cottura.
- Se cucinate sempre di fretta all’ultimo minuto, considerate l’idea di preparare la pasta frolla il giorno prima, il riposo in frigo è fondamentale per una ottenere una pasta croccante.
- Se la lavorate a mano (ma come vivete? non avete un robot da cucina?) fatelo con le mani fredde: passatele sotto l’acqua fredda per qualche minuto e ovviamente asciugatevele prima di impastare.
Variazioni sul tema
Ci sono buoni motivi per prepararsi la pasta frolla invece che usare quella già fatta disponibile magari al banco frigo del supermercato. Non è infatti solo per un “purismo culinario” o perché “viene più buona”, ma perché potete variarla per meglio adattarla alle vostre ricette o esperimenti culinari.
Potete giocare con gli aromi, aumentando o riducendo o togliendo la vanillina ad esempio. Potete aggiungere la scorza di limone. E che ne dite di un po’ di cannella? Se preparate la base per una torta alla frutta, tante spezie possono legare ed esaltare la vostra ricetta.
Oppure perché non sostituire un po’ della farina con mandorle o nocciole tritate fini?
Le variazioni sul tema sono infinite.
Di filiberto, pubblicato il 10/11/2006 
Ingredienti per un pentolone:
- 5 hg di macinato di maiale
- 5 hg di macinato di bue
- 5 hg di macinato di vitello
- 1 carota
- 1 cipolla bianca
- 1 costa di sedano
- 1,5 lt di passata di pomodoro (o passata e polpa)
- sale qb
- olio qb
- acqua qb (o magari un po’ di latte)
Procedimento:
- Preparare un battuto con il sedano, la carota e la cipolla, tagliando le verdure a pezzetti piccoli.
- Amalgamare bene le diverse carni del macinato.
- In una padella grande, soffriggere in un po’ d’olio le verdure. Quando cominciano a dorarsi aggiungere la carne.
- Rosolare bene il macinato fino a quando non sarà ben chiaro, mescolando ogni tanto con un cucchiaio di legno e salando a piacere (ma non troppo in questa fase!).
- Aggiungere la passata di pomodoro, abbassare la fiamma, chiudere con un coperchio e lasciar sobbollire, mescolando ogni tanto, per almeno 3 o 4 ore. Se necessario aggiungere acqua (poca!). Correggere il sale solo verso la fine della cottura, quando il sugo si sarà già ristretto.
La tradizione
Il ragù è per me “il sugo”. Nato e vissuto a Bologna, posso apprezzarlo veramente solo nella sua ricetta originale.
Sebbene il nome sia chiaramente di origine francese (ragoût), è a Bologna che il sugo di carne e passata di pomodoro è diventato un vero culto.
Si prepara con carne proveniente dalle tre tre stalle (maiale, vitello, bove) e gli unici aromi concessi sono sedano, carote e cipolle. Consiglio poi di prepararne solo in grande quantità: ne migliora la cottura e potete sempre surgelarlo in vasetti per prepararvi velocemente un buon piatto nelle settimane seguenti.
Alcune varianti “concesse” possono essere l’uso di polpa invece che di passata (o una mistura delle due) se volete far trovare nel piatto qualche pezzettino di pomodoro. Oppure potete aggiungere durante la lunga fase di bollitura un pizzico di zucchero e/o di latte per correggere l’eventuale acidità del pomodoro. Qualsiasi altra aggiunta è un po’ una bestemmia — non me ne vogliano i sostenitori del ragù di prosciutto…
Il ragù si accompagna alla pasta all’uovo (che ne esalta il sapore) e dalla superficie ruvida (che ne facilita l’attaccamento), la compagna ideale del ragù è dunque la tagliatella.
Quindi attenzione: ovunque siate nel mondo, ricordatevi che gli “spaghetti alla bolognese” non esistono!
Di filiberto, pubblicato il 06/11/2006 
Ingredienti per 4 persone (scaloppine):
- 4 scaloppine di maiale
- 1 noce di burro
- 1/3 di bicchiere di vino bianco secco
- qb cognac
- qb porri
- qb olio
- qb sale
- qb pepe bianco
Ingredienti per il purea (dosi non eccessive):
- 2 patate grandi
- 2 hg di castagne o marroni
- 1/4 litro di latte (o più)
- qb sale
- qb noce moscata
- qb pepe bianco
Procedimento:
- Lessare separatamente le patate e le castagne.
- Pelare le patate e schiacciarle con la forchetta (il purea imperfetto è più buono della pappina uniforme fatta con le polverine…).
- Tagliare a metà le castagne e scavarne la polpa con un cucchiaino. Frullare il contenuto e/o schiacciare per lasciare qualche pezzettino intero (vedi sopra).
- In una pentola mettere le patate, le castagne ed il latte; cuocere a fuoco basso aggiungendo sale ed aromi a piacimento, allungare con latte se necessario o per raggiungere la consistenza desiderata.
- Battere la carne. Tagliare i porri a rondelle sottili.
- In una padella inaderente sciogliere il burro con un po’ d’olio. Far soffriggere i porri.
- Mantenendo il fuoco alto, far scottare la carne sui due lati, salare, pepare ed aggiungere il vino.
- Quando il vino si è ritirato (e la carne è cotta), spruzzare col cognac e fiammeggiare. Spegnere il fuoco.
- Disporre sul piatto la scaloppa con un po’ di purea. Quando la padella delle scaloppine è vuota, allungare il sugo di cottura con un po’ d’olio, mescolare bene, ed usare il sugo con i porri per decorare il piatto — anche e soprattutto sopra alla carne ed al purea.
Rielaborazione di piatti & sapori
Mi ricordo di un ristorantino sugli appennini in cui mangiai anni fa delle caldarroste ripassate in padella con un liquore. In occasione di una cena, pensai a come adattare questo accostamento per un dolce, quando mi colpì un’idea: perché farne un dolce?
Se l’accostamento fra due sapori funziona bene in un piatto, può funzionare anche in altre ricette… ho quindi riadattato l’accoppiata castagne-cognac ad un secondo.
Ho scelto il cognac perché è il liquore che meglio si adatta alla carne, i porri vengono quasi da soli (e con che cos’altro volete accompagnare il cognac?) e la carne di maiale è più indicata di quella di vitello perché il piatto in fin dei conti è dolce.
Per quanto riguarda il purea, regolata bene gli aromi per ottenere un buon bilanciamento fra dolce e salato. Non eccedete con la noce moscata, è la più micidiale assassina di sapori. State attenti anche alle quantità: il purea di castagne è molto buono, ma troppo stomaca il buongustaio.
Di filiberto, pubblicato il 29/10/2006 
Ingredienti per la tart tatin:
- 2,5 hg pasta sfoglia
- 1,5 hg zucchero di canna
- 1,5 hg burro
- Succo di 1/2 limone
- 4 pere
- 4 mele
Ingredienti per la crema inglese:
- 4 dl panna da cucina
- 2 bacche di cannella
- 1 hg zucchero di canna
- 3 tuorli d’uovo
- 2 cucchiai di farina
Ingredienti per la guarnizione:
- 1/2 bicchiere di saba
- 1 cucchiaino di miele
- Farina qb
Procedimento:
- In una teglia che possa andare sia sul fuoco che in forno, mettere lo zucchero con il succo di limone ed il burro. Scaldare a fuoco lento.
- Pulire la frutta e tagliarla a dadi. Alzare la fiamma e, quando comincia a caramellare, versarvi la frutta.
- Cuocere mescolando ogni tanto per circa 40 min., fino a quando non comincia a bruciacchiarsi la frutta.
- Togliere la teglia dal fuoco, ricoprire la frutta con la pasta frolla e bucarla per lasciar uscire l’aria della cottura. Cuocere in forno a 200°C per 20 min.
- Togliere la teglia dal forno, coprirla con il piatto di portata e rovesciare rapidamente per ottenere la tart tatin.
- In una pentola mettere a scaldare a fuoco lento la panna con la cannella spezzata. Poco prima che cominci a bollire, spegnere il fuoco e togliere la cannella.
- Montare i tuorli con lo zuicchero, mescolando bene fino a quando quest’ultimo non si sarà sciolto completamente. Aggiungere la farina mescolando bene.
- Aggiungere a filo la panna calda, mescolando velocemente, poi riversare il contenuto nella pentola e cuocere a fuoco basso, sempre mescolando, fino a quando la crema non si sarà raddensata.
- In un pentolino su fuoco basso far stringere la saba con il miele, aggiungendo per ultimo la farina per ottenere un succo denso.
- Servire le fette di torta coprendole con la crema alla cannella e decorando il piatto con schizzi di saba.
Chi ha detto che la cucina inglese farà schifo?
Sì, lo so, il detto comune è che la cucina inglese sia la peggiore del mondo. Io però non sono d’accordo.
Innanzitutto, credo che la cucina tedesca sia peggiore (nota bene: ho detto tedesca, non austriaca). In secondo luogo, mi sembra che la cucina inglese abbia un grande futuro.
Sicuramente ha un passato quasi nullo perché, diciamocelo, non eccelle quasi in niente ed è poco più che una cucina campagnola di basso profilo. Però la cultura inglese, in generale, tende ad assorbire molto, soprattutto dalle proprie (ex?) colonie. In più se girate per Londra troverete negozi di attrezzi da cucina spettacolari, ristoranti di ogni cucina e qualità, se andate nelle campagne trovate piccole pasticcerie che realizzano piccoli capolavori con amore. Si sente arrivare la passione per il cibo. La cultura c’è.
Terreno vergine, ma centro e catalizzatore di influenze, è insomma il posto ideale per lo sviluppo libero di fusion e nuove tendenze. Non avrà un passato e forse neanche un presente, ma credo abbia un futuro.
Questa ricetta –deliziosa anche se molto saporita– l’ho appunto rubata da un libro inglese, correggendola a mio piacimento ed aggiungendo poi un piccolo tocco di italianità con la saba.
Di filiberto, pubblicato il 27/10/2006 
Ingredienti per 4 persone:
- 4 hg di pasta lunga all’ortica (trennette, vermicelli, linguine, ecc.)
- 2 hg di pomodori ciliegini
- 4 o 5 foglie di basilico
- 5 0 6 cucchiai di pecorino stagionato grattugiato
- olio di oliva qb
- sale qb
Procedimento:
- Spezzettare le foglie di basilico e metterle a riposare con una tazza d’olio (l’ideale sarebbe qualche ora prima del pasto).
- Tagliare a metà i ciliegini, pulirli, riporli su una teglia con il lato tagliato in alto, spruzzare con poco sale e con un filo d’olio. Cuocere in forno a 180°C per 45 min. circa, fino a quando non cominciano ad annerirsi.
- Cuocere la pasta, scolarla e poi saltarla in padella con i pomodorini, l’olio aromatizzato ed il pecorino.
Grazie Chiara
Ieri sera sono andato a cena a casa di una amica, io dovevo preparare un secondo e non preoccuparmi del primo. Mi sono messo a cercare ispirazione fra le ricette on-line e ho deciso di fare un esperimento, proprio con l’idea di pubblicarne poi la ricetta su questo sito.
Il mio esperimento è andato bene, ma ho trovato il primo preparato da Chiara veramente buono nella sua semplicità e gentilezza. Ho deciso quindi di non pubblicare la mia, ma la sua ricetta.
E’ una variante della classica accoppiata basilico-pomodoro, ma il retrogusto amarognolo del pomodoro sapientemente bruciato, il sapore della pasta verde ed il solletico del pecorino compongono una piacevole melodia che vi consiglio di provare.
Grazie dell’ospitalità e della ricetta Chiara.
Di filiberto, pubblicato il 26/10/2006 
Come fa la cioccolata ad essere così croccante e lucida? Chiunque abbia provato a fonderla sa che non tornerà mai come prima… come fanno i maître chocolatier a renderla così perfetta? Qui trovate una scorciatoia.
Cosa è la cioccolata
La cioccolata si ottiene dalle fave del cacao, che vengono tritate e dalle quali si ottiene massa di cacao, liquore di cacao, cacao in polvere e burro di cacao mediante un processo industriale.
Questi ingredienti vengono poi miscelati con zucchero ed eventualmente latte in polvere e vaniglia per formare la cioccolata.
Il processo di separazione, che richiede una pressione elevatissima, si deve ad un olandese (Van Houten) e risale all’epoca industriale; infatti sebbene il cacao sia originario dall’America, le culture precolombiane non avevano mai imparato a separarne i componenti per ottenere il cioccolato temperato e ne avevano sempre fatto un uso “grezzo”.
Il temperaggio
Se provate a miscelare gli ingredienti citati o anche solo a sciogliere una tavoletta di cioccolato già fatto facendola poi solidificare, non otterrete mai una tavoletta dura e croccante. Il cioccolato va infatti temperato.
Il temperaggio è un processo fisico grazie al quale, facendo passare la materia liquida a predeterminati livelli di temperatura, le molecole che la compongono si orientano a formare dei cristalli. La differenza è un po’ come quella che passa fra impilare tanti libri alla rinfusa o riporli ben orientati su degli scaffali: nel primo caso otterrete un mucchio di carta, nel secondo una biblioteca. Il cioccolato è uguale: raddensato senza metodo è una massa informe, temperato è un cristallo croccante.
Quindi il cioccolato non è arte, ma tecnica.
Vi sono diverse tecniche di temperaggio: la fusione (che richiede un controllo strettissimo della temperatura), la tablatura (la più famosa, quella in cui il cioccolataio spalma la cioccolata fusa su un piano di marmo), l’inoculazione (una delle più “arrivabili” da realizzare in casa).
Sono tutte tecniche più o meno complesse, difficili da imparare e da applicare con buoni risultati. Io vi parlo però ora di una scorciatoia.
Il modo più semplice di ottenere cioccolato temperato
La strategia è semplice: sciogliamo la cioccolata già temperata senza romperne il temperaggio, cioè senza “disordinare” i suoi cristalli.
- Scegliete una tavoletta di cioccolata già temperata di qualità.
- Scegliete una giornata né troppo calda, né troppo fredda, ma soprattutto una giornata non umida (il cioccolato teme l’acqua e l’umidità, soprattutto quando è fuso).
- Tritate con un coltello la cioccolata in piccole scaglie, riponendole in una ciotola di ceramica.
- Scaldate la cioccolata nel microonde al minimo della potenza per 10-15 secondi.
- Tirate la ciotola fuori dal forno e mescolatela con una spatola di plastica.
- Riponetela nuovamente nel microonde e ripetere le operazioni precedenti fino a quando la cioccolata non si sarà sciolta completamente. Ci vorranno 5-10 minuti e la temperatura del cioccolato non dovrà mai superare i 30°C, o “l’ordine delle molecole” di cioccolato verrà irrimediabilmente scomposto.
La cioccolata che otterrete, una volta solidificata, avrà le stesse caratteristiche fisiche (e gastronomiche!) della tavoletta dalla quale siete partiti. Avrete ottenuto l’ingrediente principale per cioccolatini, decorazioni e dolci d’alta cucina.
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